Un bisogno educativo speciale
La collaborazione fra le educatrici professionali che operano nei Nidi e le famiglie è un elemento fondamentale per la realizzazione di percorsi di successo.
Questa storia che vi raccontiamo, documenta il vissuto di un’educatrice nella relazione di aiuto e sostegno a una famiglia, attraversata da un forte dolore, prima dell’ingresso del bimbo al Nido. È una storia che ha coinvolto, emotivamente e fisicamente, un gruppo di lavoro dell’area infanzia educativa a pensare e progettare l’accoglienza di un bambino diverso tempo prima del compimento dei mesi necessari per l’ingresso al Nido previsti dal bando. Nel lavoro di coordinamento pedagogico ci ritroviamo a gestire una molteplicità di richieste di supporto e aiuto molto diverse tra loro.
Circa due anni fa un Comune inoltrò una domanda di inserimento anticipato al Nido di un bimbo che aveva perso la mamma pochi giorni dopo la sua nascita. Al momento di ricevimento della domanda, nel rispetto del Regolamento del Servizio e delle tempistiche legate ai bandi, era impossibile accogliere questa richiesta in quanto il Nido non prevedeva la sezione lattanti e il bando sarebbe uscito mesi dopo la richiesta. Il gruppo di lavoro non poteva fare un’eccezione seppur comprendendo umanamente il bisogno manifesto.
Ma in campo educativo e sociale, prima di escludere a priori la possibilità di generare relazioni di aiuto, occorre prendersi un tempo per fermarsi e pensare. Questo è un compito pedagogico. Così è stato e, dopo questo tempo di pensiero e riflessione condivisa, di idee e possibili strade da intraprendere, il Coordinamento Pedagogico maturò l’idea di un “progetto ponte” da poter proporre al Comune, per valutare la possibilità di accompagnare la crescita di Andrea con un’educatrice domiciliare che sarebbe entrata con delicatezza nel contesto famigliare domestico (papà del bimbo e nonne) in attesa dei mesi necessari per fare ingresso al Nido.
Terminato il tempo di dialogo e confronto con il Comune, il Progetto fu accolto e fatti i dovuti passaggi con l’educatrice e il gruppo di lavoro, prese avvio il Progetto a casa di Andrea che prevedeva l’intervento educativo domiciliare di un’educatrice nella relazione con il bambino e le figure familiari di riferimento, e un graduale passaggio a ore al Nido, sempre in presenza della stessa educatrice, che poi lo avrebbe accompagnato e ambientato nel Servizio nei tempi previsti dal bando.
Documentiamo di seguito, dalle parole dell’educatrice, la gioia di questo incontro che ha generato profonde relazioni di aiuto e sostegno e che siamo certe proseguiranno nel tempo.
Il vissuto dell’educatrice Giordana:
“Quando nell'estate del 2024 una pedagogista della mia cooperativa Seacoop mi telefonò per farmi una proposta di lavoro nuova e particolare mai avrei pensato di passare nei successivi mesi un periodo lavorativo così bello, particolare e ricco di emozioni e sentimenti.
Ma andiamo con ordine.
Io ero da un anno jolly su mia richiesta per motivi familiari. Ero caregiver da alcuni anni della mia mamma essendo malata oncologica ed ero diventata nonna con il desiderio di aiutare mia figlia con il nipotino.
La pedagogista mi propose un nuovo Progetto spiegandomi la situazione: un bambino nato da pochi mesi (la cui mamma era morta a pochi giorni dalla nascita) necessitava, su richiesta del Comune, di una educatrice a supporto della famiglia fino al compimento dei mesi necessari per l’inserimento al nido. Ho pensato e poi accettato con entusiasmo e commozione.
Dopo pochi giorni ho conosciuto il giovane papà al colloquio preliminare al nido e ci siamo accordati per il mio inserimento nella sua famiglia. Un orario che mi inseriva gradualmente per tre mesi nella vita di questo bimbo.
Il primo giorno mi ero fatta un’idea diversa dalla realtà in cui sono entrata e c'erano entrambe le nonne, materna e paterna, entrambe molto provate e addolorate ma amorevoli e affettuosissime con questo bimbo.
Sono stati 3 mesi costruttivi di un rapporto che mi ha tanto coinvolta emotivamente e fatto crescere.
Mi sono occupata dell’inserimento al nido di Andrea, come educatrice domiciliare, e dopo alcuni mesi sono diventata educatrice nella sua sezione nido.
È stata un'esperienza emotiva che ha lasciato una traccia indelebile nella mia professione. Ringrazio il Comune e la Cooperativa di avermi pensato e fatto fare questo percorso con la collaborazione e sostegno sempre presente e mi auguro che sia un esempio che possa essere di auspicio ad altri progetti di aiuto familiare.
Penso proprio che i servizi educativi debbano assolutamente farsi carico di collaborare con i Comuni anche oltre la propria missione di cura nel contesto educativo del Nido, proprio perché siamo capaci di costruire reti e ponti di supporto e di aiuto anche a fronte di difficoltà di vita importanti come questa del piccolo Andrea, che fra pochi mesi terminerà il suo percorso di crescita al Nido e proseguirà alla Scuola dell’Infanzia, dove sono pronti ad accoglierlo con la sua storia, che è anche un po’ nostra, intrecciata da tanti pensieri, emozioni, sguardi e attenzioni speciali”
Il coordinamento Pedagogico - Lara Gramantieri e Daniela De Sario
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